5 giugno 2017 | by La Redazione Basilicata IDV
Idv Senise: annullare cartelle esattoriali bonifica

Annullare le cartelle esattoriali  inviate a numerosi agricoltori di Senise da partedi Equitalia per conto del Consorzio di Bonifica Val d’Agri con la richiesta di pagamentodella tassa di bonifica: è la forte sollecitazione del Circolo di Senise di Italia dei Valori che parla di “ingiustizia nell’ingiustizia”. I terreni di località Codicino a ridosso della diga […]

Annullare le cartelle esattoriali  inviate a numerosi agricoltori di Senise da partedi Equitalia per conto del Consorzio di Bonifica Val d’Agri con la richiesta di pagamentodella tassa di bonifica: è la forte sollecitazione del Circolo di Senise di Italia dei Valori che parla di “ingiustizia nell’ingiustizia”. I terreni di località Codicino a ridosso della diga di Montecotugno come hanno denunciato i proprietari – è scritto nella nota – non hanno mai potuto contare, a differenza di quanto avvenuto altrove, sui servizi del Consorzio di Bonifica e non devono diventare il “capo espiatorio” del braccio di ferro Consorzio Bonifica-Eipli sulla gestione dell’acqua che è una risorsa che appartiene alla comunità di Senise.La crisi del comparto agricolo che coinvolge anche le produzioni ortive di qualità di Senise, dovuta a molti fattori tra cui il crescente peso di tasse, cartelle esattoriali comunali e statali – aggiunge la nota – non consente di sopportare un nuovo tributo che non ha motivazione di esistere se non quella di fare cassa sul mondo agricolo per ripianare deficit accumulati nel corso degli anni non certo per responsabilità degli agricoltori. Piuttosto – sostiene il Circolo di IdV – la Regione pensi a esigere il dovuto dalla Puglia e dall’Acquedotto Pugliese che attingono da Monte Cotugno per le esigenze idriche ad uso potabile, irriguo ed industriale delle zone pugliesi. Sarebbe sufficiente recuperare un debito cronico di cui purtroppo si è perso il conto esatto (si parla tra i 30 e i 50 milioni di euro) per affrancare gli agricoltori di Senise dall’assurdo tributo, per altro mai richiesto prima, e per investire, come previsto negli accordi tra Regioni Basilicata e Puglia, per la salvaguardia della diga e delle sorgenti. Si chiama “ristoro dai costi ambientali” il capitolo specifico del Programma Speciale Senise che in quanto a ristoro per la distruzione delle aree più produttive e per l’impatto sul territorio ha prodotto troppo poco. La dotazione finanziaria di 35 milioni di euro è infatti risultata inadeguata a fronteggiare interventi di tutela e per favorire nuove localizzazioni di attività di trasformazione dei prodotti agricoli con l’effetto di aver generato pochi posti di lavoro fissi e sempre insufficienti e sempre di precariato nel settore idraulico-forestale. Crediamo che – continua la nota di IdV – anche la nuova Amministrazione Comunale che verrà eletta nei prossimi mesi debba attivarsi a fianco degli agricoltori su questo problema e più in generale sul futuro del Programma Speciale Senise. Intanto IdV esprime soddisfazione per la notizia che i cantieri forestali con la riassunzione degli addetti da impiegare nel progetto Vie Blu riapriranno a fine mese anche nell’area del Senisese. E’ stata accolta – si dice nella nota – la nostra pressante richiesta a superare i ritardi per ridare serenità alla platea dei circa 4700 addetti della forestazione regionale e ai 677 lavoratori impegnati nel progetto speciale Vie Blu. Resta fermo il nostro impegno ad attivare le filiere agro-irriguo-forestali e ridurre la frammentazione amministrativa di responsabilità oggi esistente che stenta ad affermarsi e nello specifico – sottolinea IdV – l’agenzia agro-forestale da tempo proposta, che renderebbe tutto più velocemente e facilmente realizzabile, concentrando risorse umane e competenze specifiche da impegnare nel corso dell’anno. Contestualmente non è più rinviabile il completo superamento delle Aree Programma, attraverso cui, sino ad oggi, si sono gestiti i cantieri con crescenti difficoltà, a volte al limite della sostenibilità.

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