5 giugno 2017 | by La Redazione Basilicata IDV
Rosella, ricerca Fca, quale ruolo per il campus di Melfi?

L’intesa siglata venerdì scorso al Ministero dello Sviluppo Economico, tra  le Regioni Piemonte, Campania e Abruzzo e la Provincia Autonoma di Trento con FCA e il Centro Ricerche Fiat, deve riaccendere l’attenzione sulle attività di ricerca prevista, decisamente prima di questa, a Melfi per accelerare ogni attività.  La Regione come è noto il 22 marzo […]

L’intesa siglata venerdì scorso al Ministero dello Sviluppo Economico, tra  le Regioni Piemonte, Campania e Abruzzo e la Provincia Autonoma di Trento con FCA e il Centro Ricerche Fiat, deve riaccendere l’attenzione sulle attività di ricerca prevista, decisamente prima di questa, a Melfi per accelerare ogni attività.  La Regione come è noto il 22 marzo scorso ha consegnato al Centro ricerche Fiat (CrF) di Melfi  – con un contratto di comodato gratuito fino al 2021 – la struttura in cui avrà sede il Campus per l’innovazione del Manufacturing di San Nicola di Melfi.    Della struttura fanno parte anche i laboratori specialistici con le relative dotazioni, le attrezzature e gli arredi, mentre risale al febbraio dello scorso anno l’assunzione di 20 ricercatori. I campi di attività del campus sono numerosi. Innanzitutto si punta allo sviluppo di nuove metodologie e sistemi per il monitoraggio, al miglioramento e al mantenimento della qualità del prodotto. Inoltre, la struttura di San Nicola di Melfi dovrebbe operare con l’obiettivo di studiare e validare nuovi processi di assemblaggio e soluzioni innovative per l’eco-sostenibilità dei processi produttivi (Green Manufacturing). Infine, è prevista la sperimentazione di metodi e strumenti software per la simulazione dei processi e delle attrezzature produttive (Virtual Manufacturing). In pratica, il Campus di Melfi ha il compito di contribuire a ricercare soluzioni applicative e pratiche, in risposta alle necessità di innovazione e miglioramento continuo provenienti dalle realtà industriali del territorio.Per tornare all’ intesa sottoscritta al Mise, secondo le notizie diffuse,  sono quattro le linee di progetto indipendenti e molto simili all’attività prevista a Melfi che verranno sviluppate nei siti piemontesi di Orbassano e Torino, di Pomigliano d’Arco e di Trento: la prima è finalizzata allo sviluppo di tecnologie mirate al miglioramento dell’efficienza dei motori, la seconda è relativa alle nuove tecnologie per lo sviluppo delle architetture ibride, la terza è rivolta alle tecnologie di comunicazione per il veicolo connesso geolocalizzato e la quarta fa riferimento ad un processo di sviluppo prodotto e tecnologico totalmente digitalizzato. Si tratta di  progetti che confermano la scelta strategica di voler rafforzare la presenza FCA in Italia e di investire nei Centri di Eccellenza nella R&S, con ricadute positive per le Regioni ed il Sistema Paese, sia rispetto ai centri tecnici coinvolti direttamente nelle attività di Ricerca e Sviluppo, sia su tutti gli stabilimenti italiani, che dovranno industrializzare e produrre i nuovi modelli ed i sistemi di propulsione loro associati in base alle normative 2020.Senza introdurre elementi di competizione con il Campus di Melfi non si può però non registrare un comportamento del Ministero e della Fca di procedere ad intese separate con le altre Regioni e quindi di tenere fuori dal confronto la Regione Basilicata che non si dimentichi ha investito per il 50% della spesa complessiva con propri fondi di derivazione europea.  Ciò introduce più di qualche interrogativo sul ruolo effettivo che si intende dare al Centro Ricerche di Melfi.Il protocollo d’intesa appena raggiunto prevede un investimento complessivo in R&S pari a oltre 150 milioni di euro ed è teso o sostenere la competitività del settore automotive italiano che nel 2016 ha visto proseguire il trend positivo avviato nel 2015 per quanto riguarda la produzione di autoveicoli in Italia, cresciuta del 9%, per un totale di 1.103.000 unità. I volumi delle autovetture destinati all’estero rappresentano il 56% della produzione domestica.Sono numeri che sollecitano una valutazione e un approfondimento specie per le aspettative occupazionali che il Campus di Melfi ha creato come opportunità per i nostri giovani laureati e di riflesso per l’intero polo lucano dell’auto.

Angelo Rosella, segretario regionale Italia dei Valori Basilicata

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