7 luglio 2017 | by La Redazione Basilicata IDV
Idv: Programma fine legislatura

Il rischio di povertà e di esclusione sociale che tocca da vicino quattro lucani si dieci non lascia molto spazio alla politica: dopo i nuovi incontri programmati in Regione con i sindaci si deve avviare il Reddito Minimo di Inserimento per ridurre il disagio socio-economico di almeno 4mila famiglie. E’ anche questo un modo concreto […]

Il rischio di povertà e di esclusione sociale che tocca da vicino quattro lucani si dieci non lascia molto spazio alla politica: dopo i nuovi incontri programmati in Regione con i sindaci si deve avviare il Reddito Minimo di Inserimento per ridurre il disagio socio-economico di almeno 4mila famiglie. E’ anche questo un modo concreto per rispondere al nuovo appello che ci viene dal segretario della Uil di cambio di passo. Lo dichiara Angelo Rosella, segretario regionale di Italia dei Valori Basilicata.Intanto non si sottovaluti il rischio povertà che è un indicatore previsto da Europa 2020 (strategia decennale dell’Unione europea per la crescita e l’occupazione varata nel 2010 allo scopo di creare le condizioni favorevoli ad una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva). L’indicatore esprime la percentuale di persone che si trovano in almeno una delle seguenti 3 condizioni:  vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro;  vivono in famiglie a rischio di povertà;  vivono in famiglie in condizioni di grave deprivazione materiale. Ma lo studio della Cgia di Mestre – aggiunge il segretario IdV – dà impietosamente un altro dato allarmante: il tasso di disoccupazione cresce del 3,8% in otto anni e si tratta di un dato decisamente al di sotto della realtà tenuto conto che sono numerosi quanti, soprattutto giovani, non si iscrivono ai Centri per l’Impiego o peggio rinunciano persino a trovare lavoro. Insieme al Pil pro-capite sono questi gli indicatori dell’aumento ancora delle disuguaglianza economiche e sociali fra Nord e Sud del Paese. Per Rosella sono questi ancora segnali che devono spingere verso un programma di fine legislatura regionale condiviso tra i partiti del centro sinistra presenti in Consiglio e fuori dal Consiglio concentrando ogni sforzo, adesso che è allontanata l’ipotesi di elezioni politiche anticipate, per individuare progetti, azioni, misure e provvedimenti sulle priorità rappresentate da rischio povertà (non fermandosi al Reddito di Inserimento) e disoccupazione. Per fare questo diventa indispensabile costruire un nuovo centrosinistra sul “modello Palermo” per rilanciare il centrosinistra con idee e valori nuovi, volti nuovi e programmi sociali. In Sicilia il trionfo di Leoluca Orlando è avvenuto in un’ampia coalizione di centrosinistra che in termini percentuali ha ottenuto un risultato persino superiore a quello del sindaco.  C’è voglia dunque – sottolinea il segretario di Idv – di replicare il “modello Palermo”  progettando un fronte largo all’insegna del civismo politico che è stata l’arma vincente e al tempo stesso un argine per il M5S comunque il primo partito del capoluogo siciliano.  In questo processo politico un ruolo nevralgico ha l’area centrista moderata e progressista senza la quale – è scritto nella nota – il Pd da solo non ce la può fare. Un civismo che ha già un punto di riferimento nel cosiddetto Movimento dei sindaci al quale guardiamo con attenzione tenuto conto che i sindaci eletti in Basilicata sono quasi tutti espressione di liste civiche perché la nuova intesa tra sinistra, Pd, moderati e centristi non può prescindere dal metodo del civismo politico, che proprio a Palermo ha impedito che ci fossero simboli di partito e ha costretto tutti, anche la sinistra, a fare un passo indietro. Civismo politico – conclude la nota – fa rima con “cambio di passo” di cui abbiamo assoluto bisogno anche nella nostra regione.
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