6 dicembre 2017 | by La Redazione Basilicata IDV
Rosella(Idv): adesso Polese sveli la sua visione del centrosinistra lucano

Adesso che Mario Palese, al quale vanno gli auguri di buon lavoro, ha fatto conoscere la sua visione del Pd lucano e quindi quello che sarà nel nuovo corso per rispondere alle aspettative dei 55mila lucani andati al voto,  aspettiamo di conoscere la sua visione del centrosinistra lucano: è il commento di Angelo Rosella, segretario […]

Adesso che Mario Palese, al quale vanno gli auguri di buon lavoro, ha fatto conoscere la sua visione del Pd lucano e quindi quello che sarà nel nuovo corso per rispondere alle aspettative dei 55mila lucani andati al voto,  aspettiamo di conoscere la sua visione del centrosinistra lucano: è il commento di Angelo Rosella, segretario regionale Italia dei Valori Basilicata. La sua prima affermazione – “scompattare il centrosinistra in Basilicata è un autogol che non possiamo permetterci” – è incoraggiante ma – dice Rosella – dobbiamo capire con quale squadra e con quale tattica si fa gol mettendo in campo tutti i calciatori a disposizione e valorizzandone le singole e specifiche capacità. Per non ripetere la tragica esperienza della nazionale italiana di calcio, nessuno che ha le doti del gol, può essere lasciato in panchina o magari con una distinzione netta tra prima e seconda squadra come è accaduto in questi primi quattro anni di campionato-legislatura regionale con calciatori-alleati da serie A e da serie B. Ci sono sondaggi elettorali che continuamente confermano che la classifica tra centrosinistra, centrodestra e M5S anche in Basilicata è corta, perché i due collegi uninominali della Camera – afferma il segretario IdV – specie dopo la nascita di Liberi e uguali e se come dicono si presenteranno da soli, sono in bilico e bastano davvero pochi voti per decretare gli eletti. Abbiamo messo in guardia gli alleati e continuiamo a farlo anche dopo la bella prova di partecipazione democratica e popolare al voto per il segretario e l’assemblea regionale del Pd: il Pd non può considerarsi autosufficiente. Non si considerino i 55mila elettori solo elettori del Pd e non si dia per scontato che alle politiche e alle regionali ripetano l’indicazione di voto espressa domenica scorsa.

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