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COMUNICATI
Febbraio 2012


ARCHIVIO
Martedì, 28 febbraio 2012
PETROLIO. BELISARIO: LIVELLI INQUINAMENTO OLTRE OGNI LIMITE

"La Basilicata non è una pattumiera e i lucani non possono essere presi in giro né dalla Total, né dall'Eni né, tantomeno, da una politica distratta". A dichiararlo il capogruppo dell'Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, che ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Ambiente Clini e al titolare del dicastero dello Sviluppo economico, Passera, dopo aver appreso che una quantità considerevole di fanghi pericolosi è stata interrata nelle campagne di Corleto Perticara, in provincia di Potenza. "Lo sversamento dei fanghi, prodotti dal processo di perforazione petrolifera - aggiunge Belisario - supera di gran lunga i limiti di tossicità previsti dalla legge e coinvolge terreni agricoli, per poi finire nella catena alimentare. E' vergognoso che per un vigliacco scaricabarile, così come emerso da un'indagine della Procura, non solo il sito non sia stato bonificato, ma si sia continuato ad inquinare indiscriminatamente per vent'anni. I lucani hanno diritto di sapere di chi siano le responsabilità e, soprattutto, quando e come si intenda intervenire per bonificare un territorio martoriato da rifiuti e sostanze nocive. Basti pensare che la Basilicata, secondo dati di Legambiente, produce sette volte i rifiuti industriali della Sicilia, tre volte quelli di Campania e Calabria, con un trend in aumento nel 2008, ultimo anno per il quale sono disponibili rilevazioni. Spaventa ed indigna anche la stima secondo cui, nel solo 2006, sarebbero sparite dalla contabilità ufficiale del ciclo dei rifiuti circa 140 mila tonnellate di rifiuti industriali, che potrebbero essere state illegalmente trattate o sepolte.
Bisogna intervenire subito. Non è pensabile - conclude Belisario - che l'Europa viaggi secondo il principio di 'chi inquina paga', mentre in Italia, ed in Basilicata soprattutto, vige il principio del chi 'inquina la fa franca'. La magistratura vada avanti con speditezza, l'IdV è pronta a fare come sempre il suo dovere perché non ha alcuna rendita di posizione da difendere".

Lunedì, 27 febbraio 2012
VAL D'AGRI. BELISARIO: QUALCUNO SCHERZA SULLA PELLE DEI LUCANI

"L'Eni continua a farsi gli affari suoi sulla pelle dei cittadini lucani e nessuno parla". A dichiararlo il capogruppo dell'Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, che aggiunge "i dati forniti dall'Eni sull'inquinamento relativo al Centro Oli Val D'Agri sono stati contestati in una sede istituzionale qual è il consiglio comunale, al quale hanno partecipato esponenti autorevoli delle istituzioni. Il consulente tecnico del Comune ha puntato il dito, non solo contro i risultati dei controlli effettuati, ma contro il sistema stesso dei monitoraggi. Un sistema incoerente, sballato, superficiale, incapace di arrivare a dati certi. Eppure, di fronte a questa denuncia, fino a oggi, nessuno ha mosso un dito. Una vergogna, se si pensa che in base ai risultati forniti dai monitoraggi vengono applicate le normative europee in materia di diritto all'ambiente e alla salute. Come possono stare tranquilli, allora, i lucani? E come possono lavarsene le mani le istituzioni? Per questo motivo ho chiesto, in un'interrogazione parlamentare, al ministro dell'Ambiente, Clini, e al titolare del dicastero dello Sviluppo Economico, Passera, l’attivazione di una efficiente e completa rete di monitoraggio che verifichi i dati forniti, la rispondenza dell'impianto alle prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per la riduzione delle emissioni in atmosfera, nonchè la piena ed esaustiva informazione della cittadinanza. Ma i controlli - conclude Belisario - ovviamente non li deve fare l'Eni!".

Venerdì, 24 febbraio 2012
GIUSTIZIA. MONTICELLI (IDV): NETTA CONTRARIETA' IPOTESI CHIUSURA TRIBUNALI LAGONEGRO E MELFI

“L’Italia dei Valori della Provincia di Potenza è nettamente contraria all’ipotesi paventata di chiusura dei Tribunali di Lagonegro e Melfi. In particolare, sembra essere particolarmente delicata la situazione dell’area sud della provincia dove la soppressione del tribunale di Lagonegro potrebbe rappresentare una temibile occasione per la diffusione di attività criminali in quell’area territoriale”. Lo ha detto Carmela Monticelli, responsabile provinciale Donne dell’IdV di Potenza, per la quale: “Sono soprattutto le donne dell’IdV ad avvertire in modo particolare questo rischio e a denunciarne i reali pericoli. Il momento storico che stiamo vivendo è di allarmante preoccupazione per la nostra popolazione, per il territorio, per la sua economia e per la sua civiltà. Forse, inconsapevolmente, nel tentativo di far meglio, si sta affossando l'etnia lucana a cui ormai si negano anche i servizi primari e minimali di sopravvivenza quali sanità e giustizia.Il Tribunale di Lagonegro – continua Monticelli - rappresenta per il microcosmo zonale, l’epicentro di una realtà economico sociale sui generis. Gran parte dell’economia ruota sul terziario che ne è ruota portante. La criminalità, nonostante la vicinanza di regioni ad alta tasso: Campania, Calabria e Puglia, mai ha raggiunto livelli allarmanti , grazie alla presenza della struttura giudiziaria che oggi è posta in discussione all’insegna di un illusorio risparmio che, di fatto non esiste.Dire no al presidio giudiziario lagonegrese, significherà dire no al supporto ed indotto economico territoriale, senza ottenere la controprestazione agognata: il risparmio nazionale. Dire no al Tribunale di Lagonegro, significherà aprire le porte alla Camorra, alla Ndrangheta ed alla Sacra Corona Unita. Dire no alla sopravvivenza del Tribunale di Lagonegro, significherà affossare ulteriormente una popolazione che è affetta da povertà endemica e che è oberata, già di suo, da un fardello di mali”.

AGRICOLTURA. MASTROSIMONE (IDV): PRESENTATE PDL A MONTI PER SALVARE SETTORE

“L’Italia dei Valori ha presentato una serie di proposte di legge a favore del settore agricolo. L'IdV ha intenzione di seguire tutto l'iter normativo proposto, il Presidente Di Pietro ha incontrato il Presidente del Consiglio Monti per consegnare il lavoro predisposto. Si tratta di un lavoro organico, di una riforma complessiva molto più incisiva rispetto a un semplice ordine del giorno che contiene solo pochi punti e che di solito, anche se recepito, viene sistematicamente ignorato. Il pacchetto di proposte è volto a dare un quadro normativo più razionale ed equo al settore agro-alimentare in virtù anche delle vigenti disposizioni comunitarie”. Lo rende noto Rosa Mastrosimone, segretario regionale dell’IdV di Basilicata e assessore regionale all’agricoltura. “Sempre più imprese hanno i bilanci in rosso, una su tre è a rischio. E’ emergenza vera: bisogna salvare l’agricoltura italiana. Il primo obiettivo è quello della semplificazione normativa: occorre abbattere la troppa burocrazia che frena la crescita delle nostre aziende agricole, fa perdere loro competitività, fa lievitare i costi a carico degli agricoltori. Meno burocrazia e maggiore sostegno alle imprese. Bisogna modificare il sistema fiscale del settore agricolo prevedendo l’esenzione dall’Imu per i terreni di proprietà dei coltivatori diretti dedicati alla produzione ed è necessario alleggerire il costo del carburante intervenendo con una esenzione del 95% sulle accise. Nel disegno di legge presentato dall’IdV è prevista la sospensione dei debiti nei confronti dell’Amministrazione finanziaria, dell’Inps, dell’Ismea e delle banche per le aziende agricole in difficoltà. L’IdV chiede una moratoria e poi una rateizzazione, con un tasso di interesse legale, per chi riconosce il proprio debito, così da permettere ai nostri agricoltori di respirare e da evitare allo Stato inutili e onerosi contenziosi. Per una maggiore trasparenza, a tutela e beneficio dei consumatori, l’IdV chiede che il luogo di provenienza di un prodotto venga indicato con chiarezza in etichetta, ma anche nella pubblicità. Questi gli input che l'Italia dei Valori ha voluto offrire per dare nuovo slancio all'agricoltura italiana. E’ necessario e fondamentale sostenere il made in Italy, che deve essere fiore all'occhiello e motivo di orgoglio della politica agricola nazionale”.

FIAT. BELISARIO: NON COMMENTO SENTENZA MA DIRITTI LAVORATORI VANNO TUTELATI

"Le sentenze non si commentano mai, ma vanno rispettate sempre. E' un dato difficilmente contestabile, però, che la Fiat, a Melfi e negli altri stabilimenti in Italia, stia calpestando i diritti dei lavoratori. Le intimidazioni e le discriminazioni agli iscritti alla Fiom, testimoniate da servizi sui giornali e in televisione, sono all'ordine del giorno e il clima in fabbrica è tornato quello degli anni 50, senza che ci siano dirigenti illuminati". Lo ha detto il presidente dei senatori dell'Italia dei Valori, Felice Belisario. "Da parte dell'azienda deve esserci un radicale cambiamento di rotta e Marchionne deve smetterla di credere di essere il padrone delle ferriere. Noi siamo dalla parte dei sindacati, come la Fiom, per garantire la dignità sui posti di lavoro e il rispetto degli operai. Il reintegro dei tre lavoratori deve essere immediato e stabile, la presentazione del pur legittimo ricorso in Cassazione, annunciato dalla Fiat, dimostra una volontà di accanimento intollerabile che purtroppo non ci sorprende. Emergono scenari sempre più allarmanti sulle condizioni di lavoro degli operai che continueremo a denunciare con forza, negli stabilimenti Fiat - conclude Belisario - deve essere ripristinato il pieno rispetto di diritti e rispettate le tutele di legge che rimangono irrinunciabili".

MAZZEO (IDV): AL FIANCO DEI LAVORATORI SATA DI MELFI

La sentenza della Corte d’Appello del Tribunale di Potenza che, accogliendo il ricorso della Fiom a tutela degli operai, ha condannato la Fiat per comportamento antisindacale, ha confermato il principio secondo il quale “la legge è uguale per tutti” e da tutti deve essere rispettata, a partire dai “potenti e potentati!”.
Democrazia e diritti non si devono fermare davanti ad alcun cancello, nemmeno dinanzi a quello dello stabilimento Fiat, il più grande gruppo automobilistico italiano.
I diritti dei tre lavoratori della Sata di Melfi, così come è stato stabilito, sono stati salvaguardati.
Acquistano grande rilevanza, nell’occasione, le posizioni assunte dalla Fiom che aveva contestano, con forza, l’azione messa in campo dalla Fiat.
Ai lavoratori, ai sindacati si sono aggiunte, sicuramente, l’impegno ed il sostegno di tutte le sensibilità democratiche, dentro e fuori le istituzioni.
La stragrande maggioranza dei cittadini non accetterà mai che la Costituzione, lo Statuto dei lavoratori, diritti e dignità delle persone vengano calpestati o comunque messi, pretestuosamente, in discussione.
In un momento così difficile per la vita del nostro paese, introdurre ulteriore elementi di inasprimento nel rapporto tra reparti sociali avrebbe significato voler imboccare una strada pericolosa e destabilizzante.
Una sentenza negativa, al di là di una dura disputa sindacale, avrebbe significato il ridimensionamento di diritti e del rispetto della democrazia e delle leggi che la disciplinano.
La Basilicata non deve essere la terra in cui possono essere consentite, impunemente, deroghe al rispetto delle regole.
Personalmente plaudo che si sia chiuso positivamente, col reintegro dei tre operai licenziati, un braccio di ferro iniziato l’estate del 2010.

Enrico MAZZEO - Vicepresidente Consiglio Regione Basilicata

Mercoledì, 22 febbraio 2012
VENGA CONFERMATO IL TRIBUNALE DI LAGONEGRO

La geografia della giustizia che uscirebbe dal piano di riordino in corso di definizione senza un doveroso ragionamento politico rischia di penalizzare oltre che un territorio troppo periferico come la Basilicata sud-occidentale l’intera Regione Basilicata, infatti a fronte di un risparmio economico, si determinerebbero due conseguenze catastrofiche.La prima è l’arretramento e/o annullamento di un così importante presidio dello Stato rappresentato, in questo caso, dal Tribunale di Lagonegro, e la seconda è l’inevitabile ridefinizione del peso politico-istituzionale della Regione Basilicata. Con la soppressione del Tribunale di Lagonegro il territorio verrebbe privato di presidi, ad esso correlati, indispensabili per evitare pericolose infiltrazioni malavitose, e non verrebbe neanche garantita l’irrinunciabile salvaguardia del valore e del principio della “giustizia di prossimità”, che, invece, uno Stato moderno deve riconoscere, quale bene comune, ad ogni cittadino. Sono condivisibili le azioni intraprese dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lagonegro per difendere il Tribunale, così come sono condivisibili tutte le iniziative che si sono articolate in tale direzione, dall’intervento di Mons. Nolè, Vescovo di Tursi e Lagonegro, a quanto fatto dalle rappresentanze istituzionali locali; ora è necessario un intervento forte e determinato del mondo della politica e della Regione, abbiamo bisogno di un intervento autorevole, univoco e determinato del Presidente De Filippo, che senza diplomatisti, confermi la sede del Tribunale a Lagonegro, ed interloquisca con il Governo, offrendo risorse economiche in grado di accompagnare non solo il mantenimento del Tribunale di Lagonegro ma anche il suo funzionamento, l’ ammodernamento tecnologico e le spese correnti.Il Tribunale di Lagonegro, in questo modo, diventi un esempio tangibile della concorrenza tra Stato e Regione, dove lo Stato è chiamato a confermare l’esercizio del potere giudiziario e la Regione, interpretando l’attuale momento di crisi economica, per salvaguardare la propria identità, interviene sostenendone le spese di funzionamento ed ammodernamento. Garantita la continuità di vita al Tribunale di Lagonegro ne deriva il superamento delle conseguenze catastrofiche preannunciate: viene riconfermata l’esistenza del presidio dello Stato sul territorio, e la riaffermazione dell’identità della Regione Basilicata.Ora studiosi, pianificatori, economisti, filosofi, storici, antropologi possono anche riprendere il tema che in questi giorni comunque sottaceva al dibattito per la conservazione dei Tribunali di Lagonegro e Sala Consilina, riportandolo nell’alveo della costruzione della Grande Lucania e che, invece, poteva sembrare la nascita della Grande Campania.Sostenendo la tesi dell’accorpamento di Lagonegro a Sala Consilina si sarebbe, infatti, avviato un pericoloso processo di svilimento delle prospettive della Regione Basilicata destinata a perdere oltre che il Tribunale di Lagonegro anche la stessa Corte di Appello e destinata ancora una volta, anche su altri fronti, ad essere impoverita e diventare questa volta terra di conquista, oggi certo molto appetibile se solo si guarda alle sue risorse.

Antonio BRIGANTE - Componente coord. regionale IDV Basilicata e responsabile cittadino di Lagonegro

Giovedì, 16 febbraio 2012
MANI PULITE. IDV: DOMANI INCONTRO DIBATTITO A 20 ANNI DA INIZIO INCHIESTA

Domani, venerdì 17 febbraio, ricorre il 20esimo anniversario di ‘Mani Pulite’. Presso il Teatro Elfo Puccini di Milano, alle 17, si terrà un incontro dal titolo ‘20 anni da Mani Pulite (..e rubano ancora)’. Parteciperanno il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, Gianni Barbacetto, Giuliano Pisapia, Bruno Tabacci, Leoluca Orlando e Marco Travaglio. Inoltre, prenderà parte all’evento Felice Belisario, capogruppo dell’IdV a Palazzo Madama e componete dell’Ufficio di Presidenza. Il 17 febbraio del 1992, alla stessa ora, venne arrestato Mario Chiesa. Di lì a due anni nelle aule giudiziarie di Milano furono chiamati leader ed esponenti dei partiti e venne alla luce un sistema di potere, fatto di torbide commistioni tra affari e politica, che stava portando l’Italia sull’orlo della bancarotta. A tanti anni di distanza poco o niente è cambiato. Sarà possibile seguire, dalle 17, la diretta dell’incontro anche da questo sito. (guarda il video) ( vai al sito )

Giovedì, 16 febbraio 2012
BASILICATA. BELISARIO: POSTE COPRANO BUCHI D’ORGANICO E GARANTISCANO APERTURA SPORTELLI

“Poste Italiane non può scaricare sui cittadini lucani i problemi legati alla carenza di personale. Per questo, vista la chiusura indiscriminata di sportelli in Basilicata, nei prossimi giorni incontrerò nuovamente l’amministratore delegato Massimo Sarmi per rappresentargli la necessità di coprire in fretta i buchi in organico razionalizzando il servizio. In Italia non ci sono regioni di serie A e regione di serie B, Poste Italiane ha perciò il dovere di garantire servizi efficienti ovunque”. Così dichiara il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario.

Sabato, 4 febbraio 2012
PROVINCE. MANIERI (IDV): VANNO ABOLITE

“L'Italia dei Valori, dopo averlo deciso a livello centrale e locale, ha presentato disegni di legge per l'abrogazione delle Province raccogliendo quasi mezzo milione di firme a sostegno della sua iniziativa parlamentare. Per questo è stato un errore disertare il Consiglio Provinciale e non votare come gli organi di partito avevano deliberato”. Lo dichiara Sergio Manieri, segretario provinciale dell’IdV di Potenza. “D’altra parte, le considerazioni sulla riorganizzazione burocratico-amministrativa della nostra Regione, a questo punto delle risoluzioni politiche già adottate dell’IdV, risultano fuori luogo e fuori tempo massimo. Tutt’al più, potrebbero trovare una propria collocazione in discussioni tematiche, a livello provinciale o regionale.Per questo nell’ultimo consiglio provinciale, per quanto ci riguarda, bisognava compiere un atto semplice e preciso, ben interpretato dal consigliere Lamboglia, che andasse a rimarcare la nostra identità politica. E così è stato.Ricordo che alla vigilia del Consiglio Provinciale, il Responsabile Nazionale Enti Locali, On. Ignazio Messina, ha inviato una nota ufficiale, che hanno ricevuto tutti i nostri consiglieri, con la quale comunicava di votare contro ogni risoluzione che prevedesse il mantenimento delle Province.Io stesso, all’indomani del Consiglio, ho ringraziato pubblicamente il consigliere Angelo Lamboglia per avere espresso voto contrario, in nome e per conto del partito, aderendo così pienamente alle indicazioni ricevute. Pertanto, le motivazioni di Prinzi, per quanto legittime, sono da ritenere del tutto personali, mentre il Partito, senza tema di smentita, ribadisce la propria posizione contraria alle Province e rassicura tutti i cittadini che le firme raccolte non sono uno scherzo architettato alle loro spalle, ma un chiaro impegno verso l’iter costituzionale per l’abolizione dell’Ente”.

Venerdì, 3 febbraio 2012
MANIERI (IDV): REPLICA AL SEGRETARIO PROVINCIALE PSI DI POTENZA DONATO CUTRO

La nota del segretario provinciale PSI, mi lascia perplesso, perché è un ulteriore attacco diretto all’Italia dei Valori, come da qualche tempo sembra essere diventata l’unica forma di attivismo politico degna di nota di quel partito. Sono però vere alcune affermazioni che l’amico Cutro, nel maldestro tentativo di rimproverarmi, mi dà la stura per rilanciare: è il popolo della provincia di Potenza, che con i suoi consensi al nostro indirizzo alle ultime elezioni provinciali, richiede una maggiore rappresentanza istituzionale dell’IdV. Il coordinamento provinciale dell’IdV, da me presieduto, che rifugge dai tatticismi politici e va al cuore dei problemi, si è fatto promotore di questa richiesta ed intende portarla avanti sino in fondo. L’IdV ritiene di essere sottostimata e non adeguatamente valorizzata alla provincia di Potenza e, in più di un’occasione, ha invitato gli alleati a non sminuire la nostra valenza e la nostra potenzialità operativa. I cosiddetti partiti minori, tra cui i Socialisti, farebbero bene a valutare i vantaggi di una maggiore coesione tra di loro piuttosto che indugiare su dannose avversioni strumentali e, come nell’occasione, esibire un finto sdegno per procura. Bisogna valutare le reali valenze politico-elettorali per comprendere i motivi delle diverse aspirazioni. Cerchiamo di cogliere negli imminenti appuntamenti istituzionali le giuste motivazioni per riaffermare una unità di gruppo contro un atteggiamento egemonico ormai noto a tutti, anche ai socialisti mi pare di capire. La stessa nostra posizione nell’ultimo consiglio provinciale è l’ulteriore esempio di comportamento coerente rispetto alle iniziative politiche del nostro Partito. La nostra valutazione di merito sulle province è chiara e limpida e non c’è alcuna contraddizione con la permanenza dell’IdV in Giunta ed in consiglio provinciale. Anzi, continueremo a rinnovare il nostro impegno fin quando le province esisteranno. Invece, sono le insinuazioni di Cutro ad essere inverosimili, perché è come dire che una categoria di medici, contrari al sistema ospedaliero come forma di assistenza, per rappresaglia smettesse di recarsi in ospedale e curare i pazienti in attesa della soppressione degli ospedali. Noi siamo contro le province, ma fintanto che esistono il nostro impegno sarà massimo per il loro buon funzionamento, però, sia chiaro, ci opporremo a qualsiasi tentativo di usurpazione sulla base di motivazioni strumentali.

Sergio MANIERI - Segretario prov. le IdV Potenza

Venerdì, 3 febbraio 2012
RIFIUTI. LAGUARDIA (IDV): INCENERIMENTO E' SCONFITTA SOCIALE, INACCETTABILE PASSO INDIETRO

“Nell'agenda delle attività cittadine dell’Italia dei Valori al primo posto c'è lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, RSU. Un problema che crea danni ambientali ed economici. L’IdV si attiverà per fare il punto della situazione e per dare risposte trasparenti alla cittadinanza”. Lo ha detto Nicola Stefano Laguardia, responsabile cittadino dell’IdV di Potenza. “E' incomprensibile ed inaccettabile che una regione a cui il territorio non manca, con un numero di abitanti assai modesto evidenzi problemi di smaltimento dei rifiuti urbani che evocano realtà ben più complesse e, nemmeno quelle, più giustificabili. E' evidente che qualcosa non va, non basta ed è troppo facile e semplicistico ricorrere all'incenerimento che rappresenta un inaccettabile passo indietro. Se questa è l'unica soluzione per ripulire la Città, - continua Laguardia - che produce quasi la metà del rifiuto provinciale, la politica ha fallito e deve rimediare senza ulteriori indugi. Il piano Regionale è obsoleto, in buona parte inapplicato e va urgentemente riproposto cancellando definitivamente il ricorso all'incenerimento. L'incenerimento è una sconfitta; è causa certificata di danni alla salute che colpiscono sempre più giovani ed adolescenti. Crescono nelle strutture ospedaliere oncologiche i reparti pediatrici e le ludoteche! Occorre una ripresa di attività della politica che porti alla ribalta il problema e che impegni tutti i livelli istituzionali a fare la propria parte.La raccolta differenziata, si sa, è un impegno ma anche un rilevante vantaggio economico ed ambientale che certamente troverà la piena collaborazione dei cittadini che vanno informati con chiarezza, indirizzati, messi in condizione di farlo ed anche premiati se virtuosi. Vanno riviste le scelte sulla città. Da anni l'impiantistica pubblica è stata dismessa ed un consistente incremento dei costi si è trasferito sui cittadini. Potenza – conclude il responsabile cittadino IdV - può e deve mirare a costruire sul proprio territorio un ciclo integrato di smaltimento dei rifiuti, riportare al controllo pubblico la trasferenza, abbattere percorrenze di trasferimento lunghe e pericolose, rivedere il ruolo dell'ACTA, riprogettare l'uso delle aree e abolire la spesa relativa all'impianto di incenerimento che da troppi anni incide sulle tasche dei cittadini senza produrre alcunché”.

Giovedì, 2 febbraio 2012
ZTL POTENZA. LAGUARDIA (IDV): CENTRO STORICO DA SALOTTO CITTA’ A QUARTIERE RESIDENTI, SCONSIDERATO AUMENTO COSTO PARCHEGGI

“Dopo l'attivazione della ZTL cominciano a delinearsi le richieste di modifiche. I Popolari Uniti in prima linea si attivano a richiedere cambi di orari, nuova disciplina dei parcheggi, riaperture di transito su piazza Matteotti per motivi di sicurezza. Sono le avvisaglie dei cambiamenti che a breve ci dobbiamo aspettare. Il campo visuale, nel quale si affrontano i problemi, è al solito limitato e anche strabico. Come responsabile cittadino dell’Italia dei Valori ho già dichiarato e confermo la contrarietà ad attivare tali provvedimenti prima della entrata in funzione di adeguati servizi pubblici dedicati all'accesso al centro e soprattutto di aree di parcheggio o di parcheggi di prossimità delle scale mobili a costi ‘limitati’”. Lo dichiara Nicola Stefano Laguardia, responsabile cittadino dell’IdV di Potenza, per il quale: “I grandi impianti pedonali meccanizzati della città, va ricordato, sono stati introdotti con la Variante Urbanistica approvata nel 1989 che tracciava direttrici di riaggregazione urbana (impianti di scale mobili) e condizioni di apertura al territorio (viabilità tangenziale e mediana). In prospettiva la chiusura del Centro storico visto come patrimonio della città e del territorio.La Città dei servizi, consapevole della necessità di aggregarsi e di aggregare il territorio, aveva previsto un sistema di interventi strutturali mirati a consentire accesso facile e rapido ai servizi extraterritorali della città ed a fare la propria parte per frenare la disaggregazione regionale. Gli impianti pedonali meccanizzati erano parte di questo disegno. Le previsioni urbanistiche – ricorda Laguardia - furono presentate in tutti i comuni dell'hinterland che apprezzarono e sostennero l'apertura della città al territorio. Dopo oltre venti anni quelle previsioni sono attuate solo in parte. Il vizio di cambiare per dare nuove paternità politiche alle scelte ha frenato la realizzazione di quel disegno urbano e l'apertura della città al territorio allora promessa. Permane l'avversione, percepibile sul territorio regionale, all'accesso alla città di Potenza e particolarmente al Centro Storico. La ZTL, come concepita, è l'ultimo esempio di regressione dalle ipotesi di sviluppo urbano allora concepite. Attuando una politica discutibile, il ruolo del centro storico di fatto viene derubricato da centro del capoluogo, centro commerciale di eccellenza dell'hinterland, centro dei rapporti e di incontro, salotto della città e del territorio a quartiere dei residenti. Oltre i rimedi indicati, che sono certamente necessari, non si può sottacere la ulteriore negatività introdotta con l'aumento consistente del costo dei parcheggi nello stesso centro e nelle zone limitrofe deciso dalla giunta. Da 1 € euro a 2€, da 0,6€ ad 1 euro. Il costo, in mancanza della riorganizzazione complessiva dei servizi di mobilità cittadina, si scarica su chi deve o vuole raggiungere il centro, sui cittadini dei quartieri periferici e dell'hinterland. Nessun problema invece per i quartieri già serviti, ‘gratuitamente’,dalle scale mobili. Giustizia ed equità sociale, interessi generali della città e del territorio, possono aspettare”.

Mercoledì, 1^ febbraio 2012
ABOLIZIONE PROVINCE. MANIERI (IDV): NO AL LORO MANTENIMENTO

“Alla Provincia di Potenza è stato sciolto un nodo importante della strategia politica dell’Italia dei Valori. E’ risaputo che il nostro partito è stato in prima linea nella promozione del Referendum per l’abolizione delle province, come primo passo verso un complessivo processo di riforma dello Stato, e per questo abbiamo raccolto centinaia di migliaia di firme”. Lo ha detto Sergio Manieri, segretario provinciale dell’Idv di Potenza, a seguito del Consiglio provinciale straordinario di ieri sul tema ‘No all’Italia senza Province. “Alla vigilia di un appuntamento così importante, il responsabile Nazionale Enti Locali dell’IdV ha diramato una nota ufficiale, invitando i Gruppi provinciali a votare contro il documento dell’Unione delle Province Italiane, che non contiene la sola impugnativa per vizi di incostituzionalità contro la pessima legge di riforma proposta da Monti, ma la conferma delle Province, posizione su cui, nel rispetto della linea politica del partito, bisognava esprimere voto contrario. In assenza del capogruppo Vittorio Prinzi, - continua il segretario provinciale IdV - è stato il consigliere Angelo Lamboglia a ribadire la nostra posizione sull’abolizione delle Province. Lamboglia ha ben argomentato le motivazioni della nostra scelta politica, sottolineando come in un momento così delicato della vita politica italiana, in cui è sempre più evidente lo scollamento tra partiti e cittadini, non si può non condividere la linea dell’IdV che ha deciso di rispettare e rappresentare la volontà di migliaia di cittadini che, con la loro sottoscrizione, hanno delegato i livelli politici ad intraprendere l'iter costituzionale per l’abolizione delle Province. Dunque Lamboglia ha votato contro, in nome e per conto del partito, la risoluzione del Consiglio provinciale per il mantenimento delle Province. A lui va il mio ringraziamento personale e dell’IdV per avere interpretato in maniera politicamente corretta le linee strategiche e le direttive ufficiali del Partito”.

 


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