Martedì,
28 febbraio 2012
PETROLIO. BELISARIO: LIVELLI INQUINAMENTO OLTRE OGNI LIMITE
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"La
Basilicata non è una pattumiera e i lucani non possono
essere presi in giro né dalla Total, né dall'Eni
né, tantomeno, da una politica distratta". A
dichiararlo il capogruppo dell'Italia dei Valori in Senato,
Felice Belisario, che ha presentato un'interrogazione
parlamentare al ministro dell'Ambiente Clini e al titolare
del dicastero dello Sviluppo economico, Passera, dopo aver
appreso che una quantità considerevole di fanghi
pericolosi è stata interrata nelle campagne di Corleto
Perticara, in provincia di Potenza. "Lo sversamento
dei fanghi, prodotti dal processo di perforazione petrolifera
- aggiunge Belisario - supera di gran lunga i limiti di
tossicità previsti dalla legge e coinvolge terreni
agricoli, per poi finire nella catena alimentare. E' vergognoso
che per un vigliacco scaricabarile, così come emerso
da un'indagine della Procura, non solo il sito non sia stato
bonificato, ma si sia continuato ad inquinare indiscriminatamente
per vent'anni. I lucani hanno diritto di sapere di chi siano
le responsabilità e, soprattutto, quando e come si
intenda intervenire per bonificare un territorio martoriato
da rifiuti e sostanze nocive. Basti pensare che la Basilicata,
secondo dati di Legambiente, produce sette volte i rifiuti
industriali della Sicilia, tre volte quelli di Campania
e Calabria, con un trend in aumento nel 2008, ultimo anno
per il quale sono disponibili rilevazioni. Spaventa ed indigna
anche la stima secondo cui, nel solo 2006, sarebbero sparite
dalla contabilità ufficiale del ciclo dei rifiuti
circa 140 mila tonnellate di rifiuti industriali, che potrebbero
essere state illegalmente trattate o sepolte.
Bisogna intervenire subito. Non è pensabile - conclude
Belisario - che l'Europa viaggi secondo il principio di
'chi inquina paga', mentre in Italia, ed in Basilicata soprattutto,
vige il principio del chi 'inquina la fa franca'. La magistratura
vada avanti con speditezza, l'IdV è pronta a fare
come sempre il suo dovere perché non ha alcuna rendita
di posizione da difendere".
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Lunedì,
27 febbraio 2012
VAL
D'AGRI. BELISARIO: QUALCUNO SCHERZA SULLA PELLE DEI LUCANI
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"L'Eni
continua a farsi gli affari suoi sulla pelle dei cittadini
lucani e nessuno parla". A dichiararlo il capogruppo
dell'Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, che
aggiunge "i dati forniti dall'Eni sull'inquinamento
relativo al Centro Oli Val D'Agri sono stati contestati
in una sede istituzionale qual è il consiglio comunale,
al quale hanno partecipato esponenti autorevoli delle istituzioni.
Il consulente tecnico del Comune ha puntato il dito, non
solo contro i risultati dei controlli effettuati, ma contro
il sistema stesso dei monitoraggi. Un sistema incoerente,
sballato, superficiale, incapace di arrivare a dati certi.
Eppure, di fronte a questa denuncia, fino a oggi, nessuno
ha mosso un dito. Una vergogna, se si pensa che in base
ai risultati forniti dai monitoraggi vengono applicate le
normative europee in materia di diritto all'ambiente e alla
salute. Come possono stare tranquilli, allora, i lucani?
E come possono lavarsene le mani le istituzioni? Per questo
motivo ho chiesto, in un'interrogazione parlamentare, al
ministro dell'Ambiente, Clini, e al titolare del dicastero
dello Sviluppo Economico, Passera, lattivazione di
una efficiente e completa rete di monitoraggio che verifichi
i dati forniti, la rispondenza dell'impianto alle prescrizioni
dellAutorizzazione Integrata Ambientale per la riduzione
delle emissioni in atmosfera, nonchè la piena ed
esaustiva informazione della cittadinanza. Ma i controlli
- conclude Belisario - ovviamente non li deve fare l'Eni!".
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Venerdì,
24 febbraio 2012
GIUSTIZIA.
MONTICELLI (IDV): NETTA CONTRARIETA' IPOTESI CHIUSURA TRIBUNALI
LAGONEGRO E MELFI |
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LItalia
dei Valori della Provincia di Potenza è nettamente
contraria allipotesi paventata di chiusura dei Tribunali
di Lagonegro e Melfi. In particolare, sembra essere particolarmente
delicata la situazione dellarea sud della provincia
dove la soppressione del tribunale di Lagonegro potrebbe
rappresentare una temibile occasione per la diffusione di
attività criminali in quellarea territoriale.
Lo ha detto Carmela Monticelli, responsabile provinciale
Donne dellIdV di Potenza, per la quale: Sono
soprattutto le donne dellIdV ad avvertire in modo
particolare questo rischio e a denunciarne i reali pericoli.
Il momento storico che stiamo vivendo è di allarmante
preoccupazione per la nostra popolazione, per il territorio,
per la sua economia e per la sua civiltà. Forse,
inconsapevolmente, nel tentativo di far meglio, si sta affossando
l'etnia lucana a cui ormai si negano anche i servizi primari
e minimali di sopravvivenza quali sanità e giustizia.Il
Tribunale di Lagonegro continua Monticelli - rappresenta
per il microcosmo zonale, lepicentro di una realtà
economico sociale sui generis. Gran parte delleconomia
ruota sul terziario che ne è ruota portante. La criminalità,
nonostante la vicinanza di regioni ad alta tasso: Campania,
Calabria e Puglia, mai ha raggiunto livelli allarmanti ,
grazie alla presenza della struttura giudiziaria che oggi
è posta in discussione allinsegna di un illusorio
risparmio che, di fatto non esiste.Dire no al presidio giudiziario
lagonegrese, significherà dire no al supporto ed
indotto economico territoriale, senza ottenere la controprestazione
agognata: il risparmio nazionale. Dire no al Tribunale di
Lagonegro, significherà aprire le porte alla Camorra,
alla Ndrangheta ed alla Sacra Corona Unita. Dire no alla
sopravvivenza del Tribunale di Lagonegro, significherà
affossare ulteriormente una popolazione che è affetta
da povertà endemica e che è oberata, già
di suo, da un fardello di mali.
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| AGRICOLTURA.
MASTROSIMONE (IDV): PRESENTATE PDL A MONTI PER SALVARE SETTORE |
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LItalia
dei Valori ha presentato una serie di proposte di legge
a favore del settore agricolo. L'IdV ha intenzione di seguire
tutto l'iter normativo proposto, il Presidente Di Pietro
ha incontrato il Presidente del Consiglio Monti per consegnare
il lavoro predisposto. Si tratta di un lavoro organico,
di una riforma complessiva molto più incisiva rispetto
a un semplice ordine del giorno che contiene solo pochi
punti e che di solito, anche se recepito, viene sistematicamente
ignorato. Il pacchetto di proposte è volto a dare
un quadro normativo più razionale ed equo al settore
agro-alimentare in virtù anche delle vigenti disposizioni
comunitarie. Lo rende noto Rosa Mastrosimone, segretario
regionale dellIdV di Basilicata e assessore regionale
allagricoltura. Sempre più imprese hanno
i bilanci in rosso, una su tre è a rischio. E
emergenza vera: bisogna salvare lagricoltura italiana.
Il primo obiettivo è quello della semplificazione
normativa: occorre abbattere la troppa burocrazia che frena
la crescita delle nostre aziende agricole, fa perdere loro
competitività, fa lievitare i costi a carico degli
agricoltori. Meno burocrazia e maggiore sostegno alle imprese.
Bisogna modificare il sistema fiscale del settore agricolo
prevedendo lesenzione dallImu per i terreni
di proprietà dei coltivatori diretti dedicati alla
produzione ed è necessario alleggerire il costo del
carburante intervenendo con una esenzione del 95% sulle
accise. Nel disegno di legge presentato dallIdV è
prevista la sospensione dei debiti nei confronti dellAmministrazione
finanziaria, dellInps, dellIsmea e delle banche
per le aziende agricole in difficoltà. LIdV
chiede una moratoria e poi una rateizzazione, con un tasso
di interesse legale, per chi riconosce il proprio debito,
così da permettere ai nostri agricoltori di respirare
e da evitare allo Stato inutili e onerosi contenziosi. Per
una maggiore trasparenza, a tutela e beneficio dei consumatori,
lIdV chiede che il luogo di provenienza di un prodotto
venga indicato con chiarezza in etichetta, ma anche nella
pubblicità. Questi gli input che l'Italia dei Valori
ha voluto offrire per dare nuovo slancio all'agricoltura
italiana. E necessario e fondamentale sostenere il
made in Italy, che deve essere fiore all'occhiello e motivo
di orgoglio della politica agricola nazionale.
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| FIAT.
BELISARIO: NON COMMENTO SENTENZA MA DIRITTI LAVORATORI VANNO
TUTELATI |
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"Le
sentenze non si commentano mai, ma vanno rispettate sempre.
E' un dato difficilmente contestabile, però, che
la Fiat, a Melfi e negli altri stabilimenti in Italia, stia
calpestando i diritti dei lavoratori. Le intimidazioni e
le discriminazioni agli iscritti alla Fiom, testimoniate
da servizi sui giornali e in televisione, sono all'ordine
del giorno e il clima in fabbrica è tornato quello
degli anni 50, senza che ci siano dirigenti illuminati".
Lo ha detto il presidente dei senatori dell'Italia dei Valori,
Felice Belisario. "Da parte dell'azienda deve esserci
un radicale cambiamento di rotta e Marchionne deve smetterla
di credere di essere il padrone delle ferriere. Noi siamo
dalla parte dei sindacati, come la Fiom, per garantire la
dignità sui posti di lavoro e il rispetto degli operai.
Il reintegro dei tre lavoratori deve essere immediato e
stabile, la presentazione del pur legittimo ricorso in Cassazione,
annunciato dalla Fiat, dimostra una volontà di accanimento
intollerabile che purtroppo non ci sorprende. Emergono scenari
sempre più allarmanti sulle condizioni di lavoro
degli operai che continueremo a denunciare con forza, negli
stabilimenti Fiat - conclude Belisario - deve essere ripristinato
il pieno rispetto di diritti e rispettate le tutele di legge
che rimangono irrinunciabili".
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| MAZZEO
(IDV): AL FIANCO DEI LAVORATORI SATA DI MELFI |
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La
sentenza della Corte dAppello del Tribunale di Potenza
che, accogliendo il ricorso della Fiom a tutela degli operai,
ha condannato la Fiat per comportamento antisindacale, ha
confermato il principio secondo il quale la legge
è uguale per tutti e da tutti deve essere rispettata,
a partire dai potenti e potentati!.
Democrazia e diritti non si devono fermare davanti ad alcun
cancello, nemmeno dinanzi a quello dello stabilimento Fiat,
il più grande gruppo automobilistico italiano.
I diritti dei tre lavoratori della Sata di Melfi, così
come è stato stabilito, sono stati salvaguardati.
Acquistano grande rilevanza, nelloccasione, le posizioni
assunte dalla Fiom che aveva contestano, con forza, lazione
messa in campo dalla Fiat.
Ai lavoratori, ai sindacati si sono aggiunte, sicuramente,
limpegno ed il sostegno di tutte le sensibilità
democratiche, dentro e fuori le istituzioni.
La stragrande maggioranza dei cittadini non accetterà
mai che la Costituzione, lo Statuto dei lavoratori, diritti
e dignità delle persone vengano calpestati o comunque
messi, pretestuosamente, in discussione.
In un momento così difficile per la vita del nostro
paese, introdurre ulteriore elementi di inasprimento nel
rapporto tra reparti sociali avrebbe significato voler imboccare
una strada pericolosa e destabilizzante.
Una sentenza negativa, al di là di una dura disputa
sindacale, avrebbe significato il ridimensionamento di diritti
e del rispetto della democrazia e delle leggi che la disciplinano.
La Basilicata non deve essere la terra in cui possono essere
consentite, impunemente, deroghe al rispetto delle regole.
Personalmente plaudo che si sia chiuso positivamente, col
reintegro dei tre operai licenziati, un braccio di ferro
iniziato lestate del 2010.
Enrico MAZZEO - Vicepresidente Consiglio Regione
Basilicata
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Mercoledì,
22 febbraio 2012
VENGA
CONFERMATO IL TRIBUNALE DI LAGONEGRO |
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La
geografia della giustizia che uscirebbe dal piano di riordino
in corso di definizione senza un doveroso ragionamento politico
rischia di penalizzare oltre che un territorio troppo periferico
come la Basilicata sud-occidentale lintera Regione
Basilicata, infatti a fronte di un risparmio economico,
si determinerebbero due conseguenze catastrofiche.La prima
è larretramento e/o annullamento di un così
importante presidio dello Stato rappresentato, in questo
caso, dal Tribunale di Lagonegro, e la seconda è
linevitabile ridefinizione del peso politico-istituzionale
della Regione Basilicata. Con la soppressione del Tribunale
di Lagonegro il territorio verrebbe privato di presidi,
ad esso correlati, indispensabili per evitare pericolose
infiltrazioni malavitose, e non verrebbe neanche garantita
lirrinunciabile salvaguardia del valore e del principio
della giustizia di prossimità, che, invece,
uno Stato moderno deve riconoscere, quale bene comune, ad
ogni cittadino. Sono condivisibili le azioni intraprese
dal Consiglio dellOrdine degli Avvocati di Lagonegro
per difendere il Tribunale, così come sono condivisibili
tutte le iniziative che si sono articolate in tale direzione,
dallintervento di Mons. Nolè, Vescovo di Tursi
e Lagonegro, a quanto fatto dalle rappresentanze istituzionali
locali; ora è necessario un intervento forte e determinato
del mondo della politica e della Regione, abbiamo bisogno
di un intervento autorevole, univoco e determinato del Presidente
De Filippo, che senza diplomatisti, confermi la sede del
Tribunale a Lagonegro, ed interloquisca con il Governo,
offrendo risorse economiche in grado di accompagnare non
solo il mantenimento del Tribunale di Lagonegro ma anche
il suo funzionamento, l ammodernamento tecnologico
e le spese correnti.Il Tribunale di Lagonegro, in questo
modo, diventi un esempio tangibile della concorrenza tra
Stato e Regione, dove lo Stato è chiamato a confermare
lesercizio del potere giudiziario e la Regione, interpretando
lattuale momento di crisi economica, per salvaguardare
la propria identità, interviene sostenendone le spese
di funzionamento ed ammodernamento. Garantita la continuità
di vita al Tribunale di Lagonegro ne deriva il superamento
delle conseguenze catastrofiche preannunciate: viene riconfermata
lesistenza del presidio dello Stato sul territorio,
e la riaffermazione dellidentità della Regione
Basilicata.Ora studiosi, pianificatori, economisti, filosofi,
storici, antropologi possono anche riprendere il tema che
in questi giorni comunque sottaceva al dibattito per la
conservazione dei Tribunali di Lagonegro e Sala Consilina,
riportandolo nellalveo della costruzione della Grande
Lucania e che, invece, poteva sembrare la nascita della
Grande Campania.Sostenendo la tesi dellaccorpamento
di Lagonegro a Sala Consilina si sarebbe, infatti, avviato
un pericoloso processo di svilimento delle prospettive della
Regione Basilicata destinata a perdere oltre che il Tribunale
di Lagonegro anche la stessa Corte di Appello e destinata
ancora una volta, anche su altri fronti, ad essere impoverita
e diventare questa volta terra di conquista, oggi certo
molto appetibile se solo si guarda alle sue risorse.
Antonio
BRIGANTE - Componente coord. regionale IDV Basilicata
e responsabile cittadino di Lagonegro
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Giovedì,
16 febbraio 2012
MANI PULITE. IDV: DOMANI INCONTRO DIBATTITO A 20 ANNI DA INIZIO
INCHIESTA |
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Domani,
venerdì 17 febbraio, ricorre il 20esimo anniversario
di Mani Pulite. Presso il Teatro Elfo
Puccini di Milano, alle 17, si terrà un incontro
dal titolo 20 anni da Mani Pulite
(..e rubano ancora). Parteciperanno il presidente
dellItalia dei Valori, Antonio Di Pietro, Gianni Barbacetto,
Giuliano Pisapia, Bruno Tabacci, Leoluca Orlando e Marco
Travaglio. Inoltre, prenderà parte allevento
Felice Belisario, capogruppo dellIdV a Palazzo Madama
e componete dellUfficio di Presidenza. Il 17 febbraio
del 1992, alla stessa ora, venne arrestato Mario Chiesa.
Di lì a due anni nelle aule giudiziarie di Milano
furono chiamati leader ed esponenti dei partiti e venne
alla luce un sistema di potere, fatto di torbide commistioni
tra affari e politica, che stava portando lItalia
sullorlo della bancarotta. A tanti anni di distanza
poco o niente è cambiato. Sarà possibile seguire,
dalle 17, la diretta dellincontro anche da questo
sito. (guarda
il video) (
vai
al sito )
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Giovedì,
16 febbraio 2012
BASILICATA. BELISARIO: POSTE COPRANO BUCHI DORGANICO
E GARANTISCANO APERTURA SPORTELLI |
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Poste
Italiane non può scaricare sui cittadini lucani i
problemi legati alla carenza di personale. Per questo, vista
la chiusura indiscriminata di sportelli in Basilicata, nei
prossimi giorni incontrerò nuovamente lamministratore
delegato Massimo Sarmi per rappresentargli la necessità
di coprire in fretta i buchi in organico razionalizzando
il servizio. In Italia non ci sono regioni di serie A e
regione di serie B, Poste Italiane ha perciò il dovere
di garantire servizi efficienti ovunque. Così
dichiara il presidente dei senatori dellItalia dei
Valori, Felice Belisario.
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Sabato,
4 febbraio 2012
PROVINCE. MANIERI (IDV): VANNO ABOLITE |
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L'Italia
dei Valori, dopo averlo deciso a livello centrale e locale,
ha presentato disegni di legge per l'abrogazione delle Province
raccogliendo quasi mezzo milione di firme a sostegno della
sua iniziativa parlamentare. Per questo è stato un
errore disertare il Consiglio Provinciale e non votare come
gli organi di partito avevano deliberato. Lo dichiara
Sergio Manieri, segretario provinciale dellIdV di
Potenza. Daltra parte, le considerazioni sulla
riorganizzazione burocratico-amministrativa della nostra
Regione, a questo punto delle risoluzioni politiche già
adottate dellIdV, risultano fuori luogo e fuori tempo
massimo. Tuttal più, potrebbero trovare una
propria collocazione in discussioni tematiche, a livello
provinciale o regionale.Per questo nellultimo consiglio
provinciale, per quanto ci riguarda, bisognava compiere
un atto semplice e preciso, ben interpretato dal consigliere
Lamboglia, che andasse a rimarcare la nostra identità
politica. E così è stato.Ricordo che alla
vigilia del Consiglio Provinciale, il Responsabile Nazionale
Enti Locali, On. Ignazio Messina, ha inviato una nota ufficiale,
che hanno ricevuto tutti i nostri consiglieri, con la quale
comunicava di votare contro ogni risoluzione che prevedesse
il mantenimento delle Province.Io stesso, allindomani
del Consiglio, ho ringraziato pubblicamente il consigliere
Angelo Lamboglia per avere espresso voto contrario, in nome
e per conto del partito, aderendo così pienamente
alle indicazioni ricevute. Pertanto, le motivazioni di Prinzi,
per quanto legittime, sono da ritenere del tutto personali,
mentre il Partito, senza tema di smentita, ribadisce la
propria posizione contraria alle Province e rassicura tutti
i cittadini che le firme raccolte non sono uno scherzo architettato
alle loro spalle, ma un chiaro impegno verso liter
costituzionale per labolizione dellEnte.
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Venerdì,
3 febbraio 2012
MANIERI
(IDV): REPLICA AL SEGRETARIO PROVINCIALE PSI DI POTENZA DONATO
CUTRO |
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La
nota del segretario provinciale PSI, mi lascia perplesso,
perché è un ulteriore attacco diretto allItalia
dei Valori, come da qualche tempo sembra essere diventata
lunica forma di attivismo politico degna di nota di
quel partito. Sono però vere alcune affermazioni
che lamico Cutro, nel maldestro tentativo di rimproverarmi,
mi dà la stura per rilanciare: è il popolo
della provincia di Potenza, che con i suoi consensi al nostro
indirizzo alle ultime elezioni provinciali, richiede una
maggiore rappresentanza istituzionale dellIdV. Il
coordinamento provinciale dellIdV, da me presieduto,
che rifugge dai tatticismi politici e va al cuore dei problemi,
si è fatto promotore di questa richiesta ed intende
portarla avanti sino in fondo. LIdV ritiene di essere
sottostimata e non adeguatamente valorizzata alla provincia
di Potenza e, in più di unoccasione, ha invitato
gli alleati a non sminuire la nostra valenza e la nostra
potenzialità operativa. I cosiddetti partiti minori,
tra cui i Socialisti, farebbero bene a valutare i vantaggi
di una maggiore coesione tra di loro piuttosto che indugiare
su dannose avversioni strumentali e, come nelloccasione,
esibire un finto sdegno per procura. Bisogna valutare le
reali valenze politico-elettorali per comprendere i motivi
delle diverse aspirazioni. Cerchiamo di cogliere negli imminenti
appuntamenti istituzionali le giuste motivazioni per riaffermare
una unità di gruppo contro un atteggiamento egemonico
ormai noto a tutti, anche ai socialisti mi pare di capire.
La stessa nostra posizione nellultimo consiglio provinciale
è lulteriore esempio di comportamento coerente
rispetto alle iniziative politiche del nostro Partito. La
nostra valutazione di merito sulle province è chiara
e limpida e non cè alcuna contraddizione con
la permanenza dellIdV in Giunta ed in consiglio provinciale.
Anzi, continueremo a rinnovare il nostro impegno fin quando
le province esisteranno. Invece, sono le insinuazioni di
Cutro ad essere inverosimili, perché è come
dire che una categoria di medici, contrari al sistema ospedaliero
come forma di assistenza, per rappresaglia smettesse di
recarsi in ospedale e curare i pazienti in attesa della
soppressione degli ospedali. Noi siamo contro le province,
ma fintanto che esistono il nostro impegno sarà massimo
per il loro buon funzionamento, però, sia chiaro,
ci opporremo a qualsiasi tentativo di usurpazione sulla
base di motivazioni strumentali.
Sergio
MANIERI - Segretario prov. le IdV Potenza
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Venerdì,
3 febbraio 2012
RIFIUTI.
LAGUARDIA (IDV): INCENERIMENTO E' SCONFITTA SOCIALE, INACCETTABILE
PASSO INDIETRO |
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Nell'agenda
delle attività cittadine dellItalia dei Valori
al primo posto c'è lo smaltimento dei rifiuti solidi
urbani, RSU. Un problema che crea danni ambientali ed economici.
LIdV si attiverà per fare il punto della situazione
e per dare risposte trasparenti alla cittadinanza.
Lo ha detto Nicola Stefano Laguardia, responsabile cittadino
dellIdV di Potenza. E' incomprensibile ed inaccettabile
che una regione a cui il territorio non manca, con un numero
di abitanti assai modesto evidenzi problemi di smaltimento
dei rifiuti urbani che evocano realtà ben più
complesse e, nemmeno quelle, più giustificabili.
E' evidente che qualcosa non va, non basta ed è troppo
facile e semplicistico ricorrere all'incenerimento che rappresenta
un inaccettabile passo indietro. Se questa è l'unica
soluzione per ripulire la Città, - continua Laguardia
- che produce quasi la metà del rifiuto provinciale,
la politica ha fallito e deve rimediare senza ulteriori
indugi. Il piano Regionale è obsoleto, in buona parte
inapplicato e va urgentemente riproposto cancellando definitivamente
il ricorso all'incenerimento. L'incenerimento è una
sconfitta; è causa certificata di danni alla salute
che colpiscono sempre più giovani ed adolescenti.
Crescono nelle strutture ospedaliere oncologiche i reparti
pediatrici e le ludoteche! Occorre una ripresa di attività
della politica che porti alla ribalta il problema e che
impegni tutti i livelli istituzionali a fare la propria
parte.La raccolta differenziata, si sa, è un impegno
ma anche un rilevante vantaggio economico ed ambientale
che certamente troverà la piena collaborazione dei
cittadini che vanno informati con chiarezza, indirizzati,
messi in condizione di farlo ed anche premiati se virtuosi.
Vanno riviste le scelte sulla città. Da anni l'impiantistica
pubblica è stata dismessa ed un consistente incremento
dei costi si è trasferito sui cittadini. Potenza
conclude il responsabile cittadino IdV - può
e deve mirare a costruire sul proprio territorio un ciclo
integrato di smaltimento dei rifiuti, riportare al controllo
pubblico la trasferenza, abbattere percorrenze di trasferimento
lunghe e pericolose, rivedere il ruolo dell'ACTA, riprogettare
l'uso delle aree e abolire la spesa relativa all'impianto
di incenerimento che da troppi anni incide sulle tasche
dei cittadini senza produrre alcunché.
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Giovedì,
2 febbraio 2012
ZTL
POTENZA. LAGUARDIA (IDV): CENTRO STORICO DA SALOTTO CITTA
A QUARTIERE RESIDENTI, SCONSIDERATO AUMENTO COSTO PARCHEGGI
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Dopo
l'attivazione della ZTL cominciano a delinearsi le richieste
di modifiche. I Popolari Uniti in prima linea si attivano
a richiedere cambi di orari, nuova disciplina dei parcheggi,
riaperture di transito su piazza Matteotti per motivi di
sicurezza. Sono le avvisaglie dei cambiamenti che a breve
ci dobbiamo aspettare. Il campo visuale, nel quale si affrontano
i problemi, è al solito limitato e anche strabico.
Come responsabile cittadino dellItalia dei Valori
ho già dichiarato e confermo la contrarietà
ad attivare tali provvedimenti prima della entrata in funzione
di adeguati servizi pubblici dedicati all'accesso al centro
e soprattutto di aree di parcheggio o di parcheggi di prossimità
delle scale mobili a costi limitati. Lo
dichiara Nicola Stefano Laguardia, responsabile cittadino
dellIdV di Potenza, per il quale: I grandi impianti
pedonali meccanizzati della città, va ricordato,
sono stati introdotti con la Variante Urbanistica approvata
nel 1989 che tracciava direttrici di riaggregazione urbana
(impianti di scale mobili) e condizioni di apertura al territorio
(viabilità tangenziale e mediana). In prospettiva
la chiusura del Centro storico visto come patrimonio della
città e del territorio.La Città dei servizi,
consapevole della necessità di aggregarsi e di aggregare
il territorio, aveva previsto un sistema di interventi strutturali
mirati a consentire accesso facile e rapido ai servizi extraterritorali
della città ed a fare la propria parte per frenare
la disaggregazione regionale. Gli impianti pedonali meccanizzati
erano parte di questo disegno. Le previsioni urbanistiche
ricorda Laguardia - furono presentate in tutti i
comuni dell'hinterland che apprezzarono e sostennero l'apertura
della città al territorio. Dopo oltre venti anni
quelle previsioni sono attuate solo in parte. Il vizio di
cambiare per dare nuove paternità politiche alle
scelte ha frenato la realizzazione di quel disegno urbano
e l'apertura della città al territorio allora promessa.
Permane l'avversione, percepibile sul territorio regionale,
all'accesso alla città di Potenza e particolarmente
al Centro Storico. La ZTL, come concepita, è l'ultimo
esempio di regressione dalle ipotesi di sviluppo urbano
allora concepite. Attuando una politica discutibile, il
ruolo del centro storico di fatto viene derubricato da centro
del capoluogo, centro commerciale di eccellenza dell'hinterland,
centro dei rapporti e di incontro, salotto della città
e del territorio a quartiere dei residenti. Oltre i rimedi
indicati, che sono certamente necessari, non si può
sottacere la ulteriore negatività introdotta con
l'aumento consistente del costo dei parcheggi nello stesso
centro e nelle zone limitrofe deciso dalla giunta. Da 1
€ euro a 2€, da 0,6€ ad 1 euro. Il costo,
in mancanza della riorganizzazione complessiva dei servizi
di mobilità cittadina, si scarica su chi deve o vuole
raggiungere il centro, sui cittadini dei quartieri periferici
e dell'hinterland. Nessun problema invece per i quartieri
già serviti, gratuitamente,dalle scale
mobili. Giustizia ed equità sociale, interessi generali
della città e del territorio, possono aspettare.
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Mercoledì,
1^ febbraio 2012
ABOLIZIONE PROVINCE. MANIERI (IDV): NO AL LORO MANTENIMENTO
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Alla
Provincia di Potenza è stato sciolto un nodo importante
della strategia politica dellItalia dei Valori. E
risaputo che il nostro partito è stato in prima linea
nella promozione del Referendum per labolizione delle
province, come primo passo verso un complessivo processo
di riforma dello Stato, e per questo abbiamo raccolto centinaia
di migliaia di firme. Lo ha detto Sergio Manieri,
segretario provinciale dellIdv di Potenza, a seguito
del Consiglio provinciale straordinario di ieri sul tema
No allItalia senza Province. Alla vigilia
di un appuntamento così importante, il responsabile
Nazionale Enti Locali dellIdV ha diramato una nota
ufficiale, invitando i Gruppi provinciali a votare contro
il documento dellUnione delle Province Italiane, che
non contiene la sola impugnativa per vizi di incostituzionalità
contro la pessima legge di riforma proposta da Monti, ma
la conferma delle Province, posizione su cui, nel rispetto
della linea politica del partito, bisognava esprimere voto
contrario. In assenza del capogruppo Vittorio Prinzi, -
continua il segretario provinciale IdV - è stato
il consigliere Angelo Lamboglia a ribadire la nostra posizione
sullabolizione delle Province. Lamboglia ha ben argomentato
le motivazioni della nostra scelta politica, sottolineando
come in un momento così delicato della vita politica
italiana, in cui è sempre più evidente lo
scollamento tra partiti e cittadini, non si può non
condividere la linea dellIdV che ha deciso di rispettare
e rappresentare la volontà di migliaia di cittadini
che, con la loro sottoscrizione, hanno delegato i livelli
politici ad intraprendere l'iter costituzionale per labolizione
delle Province. Dunque Lamboglia ha votato contro, in nome
e per conto del partito, la risoluzione del Consiglio provinciale
per il mantenimento delle Province. A lui va il mio ringraziamento
personale e dellIdV per avere interpretato in maniera
politicamente corretta le linee strategiche e le direttive
ufficiali del Partito.
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